LE ISOLE

Le isole del Lago di Bolsena

All’interno del lago di Bolsena si trovano due isole: Martana e  Bisentina. Entrambi sono state abitate fin dall’antichità all’età del bronzo e in quella del ferro, furono poi in seguito colonizzate dagli etruschi, poi dai romani e divennero due importanti avamposti durante il periodo medievale.

Isola Bisentina

L’isola Bisentina è una delle attrazioni turistiche principali per chi si reca a Capodimonte. Questa è collegata con il borgo con un servizio di battello che conduce all’isola più volte al giorno. Qui si trovano numerosi monumenti  tra cui la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo del Vignola, caratterizzata dalla presenza di una maestosa cupola, il convento Francescano, la pregevole Rocchina e il tempio di Santa Caterina progettato da Sangallo. L’isola fu  abitata nel IX secolo quando le popolazioni rivierasche vi si rifugiarono per sfuggire alle incursioni saracene. A metà del 1200 divenne proprietà dei signori di Bisenzio i quali, in seguito a controversie con gli isolani, la incendiarono e poi la abbandonarono. Nel 1261, Papa Urbano IV riconquistò questo lembo di terra, che nel 1333 fu nuovamente distrutta da Ludovico il Bavaro. Bisentina divenne poi proprietà dei Farnese a partire dal 1400 e conobbe un periodo di grande prosperità. Nel 1635 venne governata dal duca di Castro, Odoardo Farnese, il quale entrò in conflitto con la chiesa che terminò con la distruzione della città di Castro e lo smembramento del ducato.

In seguito a questo  evento, Bisentina tornò sotto il controllo della chiesa. Attualmente l’isola è proprietà privata.

Isola Martana

L’isola Martana si trova di fronte all’abitato di Marta, da cui dista circa 2 chilometri. Questo lembo di terra situato in mezzo al lago di Bolsena ha una particolare la forma che ricorda una mezzaluna,  Martana è in realtà la parte emergente di un cratere vulcanico ricoperto nei secoli dall’acqua. La tradizione vuole che sull’isola vi fossero nascoste nel 410 d.C. le spoglie di Santa Cristina, nascoste lì per sottrarle alle invasioni barbariche. Un’altra leggenda narra  che durante il dominio dei Goti, vi sia stata segregata e poi barbaramente uccisa la regina Amalasunta, per mano di un sicario su ordine di suo cugino e consorte Teodato. Secondo i reperti storici giunti fino a noi, Martana fu menzionata per la prima volta in un  documento ufficiale nell’ 852 d.C. all’interno di una bolla papale che parlava del convento di S. Stefano, ancora presente. Durante le invasioni saracene del IX secolo, l’isola fu il rifugio delle popolazioni rivierasche in fuga. Questi fondarono un piccolo centro divenuto successivamente un comune indipendente. Il conte Guittone di Bisenzio nel 1254 si fece nominare podestà dell’isola,  ma  la sua smania di potere era poco gradita dalla popolazione che pian piano si disperse. A loro volta i signori di Bisenzio furono scacciati con la forza dalla chiesa, che mantenne i diritti di sovranità su Martana fino all’avvento del ducato di Castro. Dopo la distruzione del regno dei Farnese, avvenuta nel 1649, sia Martana che la vicina Bisentina, tornarono a far parte dello Stato della Chiesa.

Tutt’oggi sull’isola è presente un antico convento che nel corso dei secoli ha ospitato vari ordini di monaci: i Benedettini, gli Agostiniani e i Paolotti. Il monastero venne completamente abbandonato nel 1459.  Martana è poi diventata proprietà privata intorno alla metà del XX secolo e tutt’oggi appartiene ora ad una società che la gestisce. Lo sbarco sull’isola tramite battello è consentito unicamente su permesso degli attuali proprietari.

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