Marta

Marta è un paesino della provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia. La cittadina si colloca nei territori settentrionali della regione Lazio, a circa 30 km da Viterbo, sulle rive meridionali del Lago di Bolsena. Il paese sorge alle pendici dei Monti Volsini, in prossimità dei Comuni di Latera e Gradoli, di fronte alla cittadina sorge l’Isola Martana, la minore delle due isole sul Lago di Bolsena.

La storia del paesino di Marta inizia in epoca antica, ma le prime testimonianze dell’esistenza risalgono al 534, nel 726 la cittadina divenne parte del Patrimonio di San Pietro in Tuscia. Gli storici concordano comunque sul fatto che le origini, sono etrusche. A partire dal 1200 la città ebbe diverse dominazioni, vide infatti l’avvicendarsi al potere dei Prefetti di Vico, la famiglia Bisenzio, la città di Orvieto, la città di Viterbo, i capitani di ventura Fra’ Moriale e Angelo da Lavello, le nobili famiglie Orsini e Farnese, il Ducato di Castro, la Camera Apostolica, con lo Stato della Chiesa, la famiglia di Pietro della Fargna ed il Principe della Polonia, Stanislao Poniatowsky, fino alla sua annessione al Regno d’Italia.

Da Visitare:

– Torre dell’Orologio: la Torre dell’Orologio è una delle principali attrazioni del paesino di Marta. Alta 21 metri, la torre offre una splendida vista sul Lago di Bolsena, la sua costruzione risale alla prima metà del 1100. La torre è stata quasi completamente restaurata in epoca recente.

– Santuario della Madonna del Monte: il Santuario sorge in epoca romanica ed è un monumento molto importante per la cittadina di Marta. Il Santuario sorge appena fuori l’abitato, di origine romanica, fu quasi completamente restaurato nel corso del XV secolo. Il Santuario è celebre perché al suo interno si trova un affresco raffigurante la Vergine, al santuario, giunge la tradizionale processione della Barabbata, che si svolge ogni anno nella cittadina.

– Barabbata: la Barabbata è l’evento più importante che si svolge a Marta, noto anche come Festa delle Passate, si tiene nella giornata del 14 Maggio. Si tratta di una manifestazione di tipo popolare, legata alla tradizione locale, al folclore ed alla religione, prevede alcuni riti propiziatori per la bella stagione, affinché i raccolti siano abbondanti, viene invocata la Madonna, che consenta di avere un buon raccolto. La festa prevede una processione, alla quale prendono parte i rappresentanti di ogni categoria di lavoratori:

– CASENGHI, ovvero coloro che lavorano a cavallo
– BIFOLCHI, che lavorano con l’aratro
– PORTASPESE, che guidavano gli asini, carichi di viveri e prodotti
– PASTORI, che si occupano di pecore e capre
– VILLANI, che si occupano dei lavori più pesanti
– SEMENTELLI, coloro che si occupano della semina
– VANGHE, lavoratori agricoli dotati di propri attrezzi
– MIETITORI, che si occupano della mietitura del grano
– FALCIATORI, anch’essi con i propri strumenti
– PESCATORI

Il corteo, seguito dalla gente del paese e dai numerosi turisti, procede dalle vie del paese fino alla Chiesa della Madonna del Monte, appena fuori il borgo, giunti alla chiesa viene celebrata la messa, che si divide in tre parti, le “Passate”.

Prendono parte alla processione non solo i rappresentanti dei vari lavori agricoli, la gente del posto e gli appassionati, ma anche gli animali delle campagne.